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Nel corso dei decenni, la piramide alimentare è diventata uno strumento centrale nella comunicazione della nutrizione, adattandosi ai cambiamenti scientifici, culturali e ambientali. Oggi, grazie al lavoro del Professor Francesco Sofi e della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la Piramide Alimentare 2025 rappresenta un nuovo standard: più sostenibile, più salutare, più attuale.

Il Professor Francesco Sofi è professore associato di Scienze dell’Alimentazione all’Università degli Studi di Firenze, direttore della S.O.D. di Nutrizione presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi e membro del comitato scientifico della SINU, società scientifica che riunisce gli studiosi e gli esperti di tutti gli ambiti legati al mondo della nutrizione.

1. Le origini in Svezia: la prima piramide alimentare (1974)

La prima piramide alimentare fu ideata in Svezia da Anna-Britt Agnsäter nel 1974, con lo scopo di orientare la popolazione, non all’equilibrio nutrizionale, ma all’acquisto di generi alimentari accessibili a prezzi ragionevoli, in risposta all’aumento dei prezzi, fornendo indicazioni su quali alimenti acquistare per risparmiare.
Prodotta da una cooperativa svedese (KF-Cooperative), la piramide dal titolo “Buon cibo sano e a prezzi ragionevoli”, presentava tre livelli distinti, dal più economico alla base, al più costoso al vertice:

  • alla base si trovavano cereali e latte, fondamentali per l’apporto energetico quotidiano;
  • al centro, frutta e verdura, per il loro contenuto vitaminico;
  • al vertice, carni e grassi, da consumare con moderazione.

Questa rappresentazione semplice, ma intuitiva divenne un riferimento visivo per milioni di persone.

Curiosità: la piramide fu accompagnata da opuscoli illustrativi distribuiti nei negozi di alimentari svedesi.

2. La diffusione globale negli anni ’80 e ’90

In Australia, la Nutrition Foundation adottò una propria versione della piramide negli anni ’80, ma fu nel 1992 che il concetto di piramide alimentare con un obiettivo nutrizionale raggiunse una visibilità globale grazie all’USDA (Department of Agriculture) degli Stati Uniti, che pubblicò la celebre Food Guide Pyramid.

Questa versione introduceva il concetto delle porzioni giornaliere consigliate — 6-11 per i cereali, 3-5 per le verdure, 2-4 per la frutta — ma ricevette critiche per la promozione dei carboidrati raffinati e per la scarsa distinzione tra grassi “buoni” e “cattivi”. Inoltre, non considerava la qualità degli alimenti, concentrandosi solo sulla quantità.

3. MyPyramid e MyPlate: nuove forme di comunicazione

Nel 2005 l’USDA tentò di modernizzare il messaggio nutrizionale introducendo MyPyramid, con fasce verticali colorate e l’immagine di una persona che sale le scale, a indicare l’importanza dell’attività fisica. Tuttavia, la complessità grafica rese il messaggio meno immediato.

Nel 2011 arrivò MyPlate, un modello più intuitivo: un piatto diviso in quattro sezioni — frutta, verdura, cereali e proteine — con una porzione laterale di latticini. Questa rappresentazione favorì una comprensione diretta e incoraggiò a comporre i pasti in modo bilanciato.

Per approfondimenti vedi qui.

4. Le alternative accademiche: Harvard e la Dieta Mediterranea

Il mondo accademico propose modelli più fondati su evidenze scientifiche. La Harvard School of Public Health sviluppò la Healthy Eating Pyramid, che alla base collocava l’attività fisica e il controllo del peso, seguiti da cereali integrali, olio extravergine d’oliva e abbondanti frutta e verdura. Le proteine raccomandate provenivano da legumi, pesce e pollame, mentre dolci e carni rosse occupavano il vertice.

Parallelamente, nel 1993, un consorzio formato da Oldways, OMS e Harvard introdusse la Piramide della Dieta Mediterranea, ispirata alle tradizioni alimentari di Italia, Grecia e Spagna. Essa promuoveva verdure, frutta, legumi, cereali integrali e olio d’oliva come base quotidiana, con pesce e latticini in moderazione e carne rossa solo occasionalmente.

Nota culturale: in passato, la piramide della Dieta Mediterranea contemplava la possibilità di un bicchiere di vino rosso ai pasti, da consumare con moderazione.
Oggi, tuttavia, le più recenti evidenze scientifiche hanno portato a rivedere questa indicazione: il consumo di alcolici non è più suggerito, ma piuttosto sconsigliato, poiché anche piccole quantità possono aumentare il rischio di alcune malattie croniche.

5. La nascita del modello 2025: scienza, ambiente e cultura

Il modello 2025 della Piramide Mediterranea Sostenibile nasce dall’esigenza di unire salute e sostenibilità ambientale in un unico linguaggio visivo.
L’obiettivo è quello di tradurre in una sola immagine la complessità delle sfide contemporanee:

  • ridurre l’impatto ambientale del cibo,
  • contrastare obesità e malattie croniche,
  • tutelare le tradizioni alimentari locali.

La nuova piramide, presentata nel 2025 da Francesco Sofi e dalla SINU, si fonda su tre dimensioni complementari:

  • Salute, perché promuove un modello dietetico equilibrato e scientificamente validato.
  • Ambiente, perché privilegia alimenti a basso impatto ecologico.
  • Cultura, perché valorizza la convivialità, la stagionalità e la territorialità.

Alla base si trovano alimenti vegetali non processati — verdura, frutta, legumi, cereali integrali e olio extravergine d’oliva — preferibilmente di stagione e a km zero.
Salendo, si collocano alimenti di origine animale da consumare con moderazione: latticini freschi, uova, pesce azzurro e carni bianche.
Al vertice, gli alimenti da limitare: carni rosse, salumi, dolci e bevande alcoliche.

-> Le patate nella nuova Piramide Mediterranea 2025

Un cambiamento significativo introdotto nel modello 2025 riguarda la posizione delle patate.
Nelle versioni precedenti, erano collocate accanto ai cereali e ai derivati come pane, pasta e riso, ma oggi si trovano nello stesso livello della carne bianca, delle uova e dei formaggi stagionati.

Secondo il Professor Francesco Sofi, questa scelta riflette sia l’evoluzione delle abitudini alimentari, sia nuove evidenze scientifiche. Le patate sono ormai considerate un contorno e non più una fonte primaria di carboidrati: in molti pasti vengono associate a cereali o pane, generando un eccesso di carboidrati.

Inoltre, il loro indice glicemico elevato può aumentare i livelli di glucosio post-prandiale e, se consumate frequentemente, può contribuire a un maggior rischio di sovrappeso e diabete di tipo 2 rispetto ai cereali integrali.
Per questo motivo, è consigliato alternarle ai cereali, evitarne il consumo in pasti che li contengano già, e preferire cotture semplici come vapore, forno o lessatura.

6. Come usare la Piramide del 2025 nella vita quotidiana

La nuova Piramide Alimentare 2025 non è un manuale rigido, ma una bussola alimentare: un modello da interpretare in modo dinamico e personalizzato.

Ecco alcuni principi chiave:

  • Osserva la frequenza, non solo la quantità: gli alimenti alla base vanno consumati ogni giorno, quelli al vertice solo occasionalmente.
  • Segui la stagionalità: scegliere frutta e verdura di stagione riduce l’impatto ambientale e migliora la qualità nutrizionale.
  • Scegli prodotti locali: le filiere corte riducono trasporti, emissioni e imballaggi.
  • Riduci gli sprechi: pianifica i pasti e conserva correttamente gli alimenti.
  • Promuovi la convivialità: il pasto è anche un momento sociale e di benessere emotivo.

 Box pratico – Come seguire la Piramide 2025 ogni giorno:

  • Scegli frutta e verdura di stagione.
  • Consuma legumi almeno 3 volte a settimana.
  • Limita carni rosse a 1 volta a settimana.
  • Usa olio extravergine d’oliva come unico condimento.
  • Organizza pasti condivisi, quando possibile.

7. Una scelta per il futuro

La Piramide Mediterranea Sostenibile 2025 non è soltanto un modello nutrizionale: è una guida etica, culturale e ambientale per il futuro dell’alimentazione.
Applicarla significa scegliere uno stile di vita più sano, responsabile e consapevole.

In un’epoca in cui il sistema alimentare globale contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra e allo spreco di risorse naturali, adottare questo modello aiuta a ridurre l’impatto ecologico e a migliorare la qualità della vita.
Scegliere alimenti locali e stagionali, cucinare in casa, condividere i pasti e limitare i cibi ultraprocessati sono piccoli gesti quotidiani con un grande effetto positivo.

La piramide diventa così una metafora di equilibrio: tra corpo e mente, salute e pianeta, tradizione e innovazione.

Vuoi scoprire come applicare la Piramide Alimentare 2025 alla tua vita quotidiana?

Prenota anche tu una visita nutrizionale personalizzata: siamo la Dott.ssa Maria Pia Madarena e la Dott.ssa Alessandra Solinas e ti aiuteremo a costruire un piano alimentare equilibrato, sostenibile e su misura per te, basato sui principi della dieta mediterranea moderna.

Durante il percorso imparerai a:

  • scegliere e combinare gli alimenti in modo corretto;
  • gestire i pasti settimanali secondo stagionalità e fabbisogno;
  • migliorare il tuo benessere senza rinunciare al gusto.

Riceviamo a Firenze, a Vicenza e online, per permettere a chiunque di intraprendere un percorso di educazione alimentare consapevole e duraturo.

Riferimenti:

  • Agnsäter, A. (1974). The Swedish Nutrition Foundation.
  • USDA. Food Guide Pyramid (1992), MyPyramid (2005), MyPlate (2011).
  • Willett, W. et al. (Harvard School of Public Health).
  • Oldways/WHO (1993). Mediterranean Diet Pyramid.
  • Sofi, F. et al. (2025). Mediterranean diet: Why a new pyramid? SINU.
Dott.ssa Maria Pia Madarena

Biologa Nutrizionista, laureata in Scienze Biologiche e in Scienze dell’Alimentazione con Lode, iscritta all’Ordine dei Biologi della Toscana e dell'Umbria (matricola nr. ToU_A3335).

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